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La piazza virtuale di Andrano.

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La storia della Cripta della Madonna dell'Attarico

In occasione del trekking settimanale dell'associazione Camminatori Marittimesi & Friends, Mauro Rango, il nostro Mauro Rango, ha tenuto una breve spiegazione sull'origine e l'uso della cripta della Madonna del Lattarico.

Una lezione da ascoltare, captare, assorbire e fare propria.


 


RAGIONIAMO SULLA TAP

La vicenda TAP e le proteste di Melpignano che essa sta provocando sono oramai cro-naca quotidiana riportata dalla televisioni e dai giornali.
Noi, ad oggi, non ci siamo uniti agli attivisti della protesta. Però, partendo dalle noti-zie e dai dati a nostra cono-scenza , vogliamo, in questa sede , ragionare, in breve, e per punti essenziali, sulla vicenda.
1 – L’intero progetto del ga-sdotto, che dall’Azerbaijan dovrebbe portare il gas in Ita-lia, costerebbe intorno ai 50 miliardi di Euro e va a collocarsi in un mercato del gas in cui la domanda è in forte di-scesa in ragione del fatto che le fonti energetiche del futuro saranno quelle rinnovabili. Cosa poco comprensibile.

IL “PALAZZO DELLA COMUNITA”...MA QUANDO?

Non vorremmo sbagliarci ma l’idea di fare dell’immobile di via Michelangelo, sede delle vecchie scuole elementari e medie e sede da tempo del municipio di Andra-no, il “palazzo della comunità” risale ai tempi dell’Amministrazio-ne comunale a guida Giuseppe ACCOGLI. Di quella Amministrazione fu proprio l’idea del “palazzo della comunità”, inte-so come luogo in cui far conflui-re tutte le anime della società an-dranese in uno stretto rapporto tra di loro (le associazioni, i comi-tati, le varie istituzioni), l’idea che ci piacque di più. Da allora, sono passati tanti anni: all’Amministrazione Giuseppe ACCOGLI è succeduta quella a guida di Carmine PANTALEO la quale, a sua volta, ha lasciato il posto, oramai da quasi tre anni, a quella a gui-da di Mario ACCOTO.

STRETTA, STORTA E PERICOLOSA

di Giovanni Pisino

L’argomento in questione riguarda una strada molto conosciuta a noi andranesi: la via Vecchia per Ma-rittima. Questa strada oggi abita-ta, ad eccezione dello strato di asfalto, si presenta come era se-coli addietro. Quasi tutti i proprietari dei fondi, che danno su questa strada, hanno sostituito i vecchi muri a secco con i nuovi e, per non perdere qualche centime-tro della superficie del proprio ter-reno, hanno reso la strada come il titolo sopra elencato: STRETTA, STORTA E PERICOLOSA.
Dire, in un batter d’occhio, che bisogna fare la strada dritta e lar-ga, sarebbe una impresa proprio impossibile. Sarebbe già il massimo qualora si riuscisse a farla me-no pericolosa. Cosa si potrebbe fare? A partire dall’ingresso della strada in questione (la via Vec-chia per Marittima) bisognerebbe che i proprietari dei fondi, pro-spicienti la strada, spostino di circa un metro, dentro la loro pro-prietà, quei muri di cinta “a sec-co” rimasti ancora in piedi. Inoltre, occorrerebbe intervenire nei punti più stretti della strada, e quindi più pericolosi, spostando, dove possibile, anche quei muri di cinta realizzati recentemente. 

ANDRANO: IL PERICOLO DI UN PAESE VUOTO

di Espedito Paiano

Invitiamo i nostri lettori a scegliere a caso una strada del centro abitato di Andrano e a fare un rapido conteggio tra le abitazioni nelle quali qualcuno ci vive e le abitazioni nelle quali non c’è nessuno. Noi questo tipo di conteggio l’abbia-mo fatto per quanto riguarda la via Risorgimen-to. Abbiamo preso in considerazione solamente le case di un lato di tale strada (il lato destro par-tendo dall’incrocio con via De Gasperi): abbiamo conteggiato in tutto 18 abitazioni. Di queste 18 abitazioni solo 7 risultano abitate, in talune delle quali peraltro dimorano persone anziane sole. Le altre 11 abitazioni sono vuote ma non da poco ma da anni. Dati di questo tipo dimostrano in maniera incontrovertibile che il nostro comune si muove da tempo in una situazione di crisi che non è (solo) economico-sociale ma è prima di tutto demografica. Se dovesse proseguire il “trend” attuale del continuo svuotamento delle case ci è possibile pensare che tra qualche decennio ad abitare, qui in Andrano, sarà uno sparuto gruppo di persone anziane.

LA XILELLA, UN VERO DRAMMA

Ci pare di rilevare che il dramma della XILELLA non ci sta preoccupando come dovuto. L’im-pressione che ricaviamo è che noi andranesi, così come del resto tutti i salentini, non abbiamo ancora acquisito la consapevolezza di quan-to grosso sia questo problema. Un problema che inevitabilmente si trasformerà in breve in un fatto epocale che stravolgerà la nostra sto-ria locale. Si immagini, infatti, che cosa ci suc-cederà quando tra qualche anno la XILELLA ci priverà di tutti gli ulivi più o meno secolari presenti sul nostro territorio.

Un pezzo della no-stra economia andrà perso: non avremo più l’olio che sino ad oggi noi tutti abbiamo prodotto per l’autoconsumo e per il mercato. Il paesaggio così suggestivo e speciale, oltre che attraente per il turismo, che sino ad oggi ha espresso il nostro territorio, sarà stravolto.

NOTIZIE SU ANDRANO DIFFICILI DA COMMENTARE

ln un comune piccolo come il nostro se un con-cittadino commette un crimine e finisce sui gior-nali ad essere coinvolta è la intera comunità comunale o per lo meno ne risulta intaccata la sua immagine. A noi capita che ogni volta che i giornali riportano una notizia di cronaca nera, riguardante Andrano, chi di Andrano non è ci rivolge, tra il sarcasmo e la provocazione, la seguente domanda:” … ma … che fate ad Andrano?” . In verità, le volte che, noi di Andrano, siamo finiti sui giornali, trattandosi per lo più di casi di spaccio di droga o di reati contro il patrimonio, siamo riusciti, in un qualche modo, a tutelare l’immagine del nostro Comune, ponendo la questione sul piano del “sociale”; sicché alla citata domanda abbiamo sempre risposto che Andrano, in realtà, è come qualsiasi altro Comune in quanto ovunque la mancanza di lavoro e la crisi economica spingono qualcuno verso il crimine

AIUTIAMOLO

Da un lato ci stanno gli andranesi che proprio non riescono a far meno dell’ auto: usano l’auto non per alcuni spostamenti ma per tutti gli spostamenti nessuno escluso. Per loro non esiste il pensiero che, lasciando l’auto a casa, sia molto utile ad evitare inquinamento, ingorghi, smog, incidenti stradali. E’ rarissimo che si possa vedere un andranese che va in giro a piedi o in bicicletta anche se oggi il mondo si muove verso una mobilità che lascia a casa proprio  l’auto. Se da un lato, dunque, c’è questo uso smodato dell’auto da parte degli andranesi, dall’altro lato, nella stessa Andrano, ci stanno persone che di auto e motori non hanno visto l’ombra nella loro vita e che utilizzano la loro forza fisica come forza motrice persino per spostare le merci.

VOGLIAMO CHE SUCCEDA ANCHE AD ANDRANO

Qualche giorno fa, da un giornale locale apprendiamo una notizia che intendiamo riportarla testualmente: “pochi minuti dopo l’avvistamento di alcuni bustoni neri, pieni di rifiuti, ai piedi di un albero, in una aiuola di via Martiri d’Otranto a Lecce, due agenti di polizia locale, hanno individuato il trasgressore,
multandolo con una sanzione di 400 Euro. E’ successo questa mattina non lontano dalla stazione ferroviaria. Un’operazione lampo, portata a termine con estrema rapidità anche grazie alla presenza in zona degli operatori della MONTECO che, frugando tra i rifiuti, hanno trovato elementi di riconducibilità utili a rintracciare il responsabile”.

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