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A cura del gruppo Appunti.

Sull'ambiente, la società, la cultura in Andrano e dintorni.

RAGIONIAMO SULLA TAP

La vicenda TAP e le proteste di Melpignano che essa sta provocando sono oramai cro-naca quotidiana riportata dalla televisioni e dai giornali.
Noi, ad oggi, non ci siamo uniti agli attivisti della protesta. Però, partendo dalle noti-zie e dai dati a nostra cono-scenza , vogliamo, in questa sede , ragionare, in breve, e per punti essenziali, sulla vicenda.
1 – L’intero progetto del ga-sdotto, che dall’Azerbaijan dovrebbe portare il gas in Ita-lia, costerebbe intorno ai 50 miliardi di Euro e va a collocarsi in un mercato del gas in cui la domanda è in forte di-scesa in ragione del fatto che le fonti energetiche del futuro saranno quelle rinnovabili. Cosa poco comprensibile.

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IL “PALAZZO DELLA COMUNITA”...MA QUANDO?

Non vorremmo sbagliarci ma l’idea di fare dell’immobile di via Michelangelo, sede delle vecchie scuole elementari e medie e sede da tempo del municipio di Andra-no, il “palazzo della comunità” risale ai tempi dell’Amministrazio-ne comunale a guida Giuseppe ACCOGLI. Di quella Amministrazione fu proprio l’idea del “palazzo della comunità”, inte-so come luogo in cui far conflui-re tutte le anime della società an-dranese in uno stretto rapporto tra di loro (le associazioni, i comi-tati, le varie istituzioni), l’idea che ci piacque di più. Da allora, sono passati tanti anni: all’Amministrazione Giuseppe ACCOGLI è succeduta quella a guida di Carmine PANTALEO la quale, a sua volta, ha lasciato il posto, oramai da quasi tre anni, a quella a gui-da di Mario ACCOTO.

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STRETTA, STORTA E PERICOLOSA

di Giovanni Pisino

L’argomento in questione riguarda una strada molto conosciuta a noi andranesi: la via Vecchia per Ma-rittima. Questa strada oggi abita-ta, ad eccezione dello strato di asfalto, si presenta come era se-coli addietro. Quasi tutti i proprietari dei fondi, che danno su questa strada, hanno sostituito i vecchi muri a secco con i nuovi e, per non perdere qualche centime-tro della superficie del proprio ter-reno, hanno reso la strada come il titolo sopra elencato: STRETTA, STORTA E PERICOLOSA.
Dire, in un batter d’occhio, che bisogna fare la strada dritta e lar-ga, sarebbe una impresa proprio impossibile. Sarebbe già il massimo qualora si riuscisse a farla me-no pericolosa. Cosa si potrebbe fare? A partire dall’ingresso della strada in questione (la via Vec-chia per Marittima) bisognerebbe che i proprietari dei fondi, pro-spicienti la strada, spostino di circa un metro, dentro la loro pro-prietà, quei muri di cinta “a sec-co” rimasti ancora in piedi. Inoltre, occorrerebbe intervenire nei punti più stretti della strada, e quindi più pericolosi, spostando, dove possibile, anche quei muri di cinta realizzati recentemente. 

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ANDRANO: IL PERICOLO DI UN PAESE VUOTO

di Espedito Paiano

Invitiamo i nostri lettori a scegliere a caso una strada del centro abitato di Andrano e a fare un rapido conteggio tra le abitazioni nelle quali qualcuno ci vive e le abitazioni nelle quali non c’è nessuno. Noi questo tipo di conteggio l’abbia-mo fatto per quanto riguarda la via Risorgimen-to. Abbiamo preso in considerazione solamente le case di un lato di tale strada (il lato destro par-tendo dall’incrocio con via De Gasperi): abbiamo conteggiato in tutto 18 abitazioni. Di queste 18 abitazioni solo 7 risultano abitate, in talune delle quali peraltro dimorano persone anziane sole. Le altre 11 abitazioni sono vuote ma non da poco ma da anni. Dati di questo tipo dimostrano in maniera incontrovertibile che il nostro comune si muove da tempo in una situazione di crisi che non è (solo) economico-sociale ma è prima di tutto demografica. Se dovesse proseguire il “trend” attuale del continuo svuotamento delle case ci è possibile pensare che tra qualche decennio ad abitare, qui in Andrano, sarà uno sparuto gruppo di persone anziane.

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LA XILELLA, UN VERO DRAMMA

Ci pare di rilevare che il dramma della XILELLA non ci sta preoccupando come dovuto. L’im-pressione che ricaviamo è che noi andranesi, così come del resto tutti i salentini, non abbiamo ancora acquisito la consapevolezza di quan-to grosso sia questo problema. Un problema che inevitabilmente si trasformerà in breve in un fatto epocale che stravolgerà la nostra sto-ria locale. Si immagini, infatti, che cosa ci suc-cederà quando tra qualche anno la XILELLA ci priverà di tutti gli ulivi più o meno secolari presenti sul nostro territorio.

Un pezzo della no-stra economia andrà perso: non avremo più l’olio che sino ad oggi noi tutti abbiamo prodotto per l’autoconsumo e per il mercato. Il paesaggio così suggestivo e speciale, oltre che attraente per il turismo, che sino ad oggi ha espresso il nostro territorio, sarà stravolto.

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4 GIOVANI ANDRANESI E IL GIORNO “DELLA MEMORIA”

Il Comune di Andrano, in occasione della “ Giornata della Memoria 2017”, ha dato l’oppor-tunità, tramite un bando, a quattro nostri gio-vani concittadini di visitare i luoghi della tragedia dell’ “Olocausto”.

Gli Andranesi Fabiola Musarò, Alberto Urso, Beatrice Scarcella e la Castiglionese Stefania Ingletto hanno rappresentato il nostro Comune nell’iniziativa “ Treno della Memoria“, promossa dall’ Associazione culturale “Terra del Fuoco Mediterranea”, che ha come fondatore e presidente il giovane Paolo Paticchio, un salentino della Grecìa Salentina che da anni, con il suo progetto, ha permesso a 6000 pugliesi di visitare i luoghi di sterminio.

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NOTIZIE SU ANDRANO DIFFICILI DA COMMENTARE

ln un comune piccolo come il nostro se un con-cittadino commette un crimine e finisce sui gior-nali ad essere coinvolta è la intera comunità comunale o per lo meno ne risulta intaccata la sua immagine. A noi capita che ogni volta che i giornali riportano una notizia di cronaca nera, riguardante Andrano, chi di Andrano non è ci rivolge, tra il sarcasmo e la provocazione, la seguente domanda:” … ma … che fate ad Andrano?” . In verità, le volte che, noi di Andrano, siamo finiti sui giornali, trattandosi per lo più di casi di spaccio di droga o di reati contro il patrimonio, siamo riusciti, in un qualche modo, a tutelare l’immagine del nostro Comune, ponendo la questione sul piano del “sociale”; sicché alla citata domanda abbiamo sempre risposto che Andrano, in realtà, è come qualsiasi altro Comune in quanto ovunque la mancanza di lavoro e la crisi economica spingono qualcuno verso il crimine

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AIUTIAMOLO

Da un lato ci stanno gli andranesi che proprio non riescono a far meno dell’ auto: usano l’auto non per alcuni spostamenti ma per tutti gli spostamenti nessuno escluso. Per loro non esiste il pensiero che, lasciando l’auto a casa, sia molto utile ad evitare inquinamento, ingorghi, smog, incidenti stradali. E’ rarissimo che si possa vedere un andranese che va in giro a piedi o in bicicletta anche se oggi il mondo si muove verso una mobilità che lascia a casa proprio  l’auto. Se da un lato, dunque, c’è questo uso smodato dell’auto da parte degli andranesi, dall’altro lato, nella stessa Andrano, ci stanno persone che di auto e motori non hanno visto l’ombra nella loro vita e che utilizzano la loro forza fisica come forza motrice persino per spostare le merci.

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VOGLIAMO CHE SUCCEDA ANCHE AD ANDRANO

Qualche giorno fa, da un giornale locale apprendiamo una notizia che intendiamo riportarla testualmente: “pochi minuti dopo l’avvistamento di alcuni bustoni neri, pieni di rifiuti, ai piedi di un albero, in una aiuola di via Martiri d’Otranto a Lecce, due agenti di polizia locale, hanno individuato il trasgressore,
multandolo con una sanzione di 400 Euro. E’ successo questa mattina non lontano dalla stazione ferroviaria. Un’operazione lampo, portata a termine con estrema rapidità anche grazie alla presenza in zona degli operatori della MONTECO che, frugando tra i rifiuti, hanno trovato elementi di riconducibilità utili a rintracciare il responsabile”.

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ANDRANO E LE BUCHE SULLE STRADE

E’ un fatto che molti i cittadini andranesi ci contattano per dirci di scrivere sul nostro giornale circa le innumerevoli buche che rendono difficilmente praticabili le strade che essi percorrono ogni giorno. Così come è un fatto che, da parte di questi concittadini, ci si lamenti del comportamento spesso tenuto dallo stesso nostro sindaco in merito alla questione. Ci raccontano, infatti, che alle loro rimostranze (circa lo stato pietoso delle strade) il sindaco risponda con delle “battute” ( del tipo:“ …su quella strada te passi … te l’hai distrutta!”; “ … sulla via tua? … sulla mia ce n’è ancora di più di buche” , e così via), dando così sfogo alla sua abituale ironia.

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ALCUNE INIZIATIVE - I “DEHORS”

di Cosimo PANICO

Il primo giorno di primavera, il 21 dello scorso marzo, nel Comune di Andrano, in occasione della giornata delle vittime innocenti di mafia, grazie all’interessamento del consigliere Ivan Antonio Botrugno, si sono tenuti due incontri . In mattinata nell’auditorium della scuola media di Andrano presso istituto comprensivo di Diso dove il Procuratore aggiunto della Repubblica Antonio DE DONNO è intervenuto sul tema “Studiare la mafia serve?” insieme a Roberto Molentino .Il Procuratore ha interloquito con i ragazzi.
Gli alunni ,coordinati dal corpo docente ,oltre ad avere dei cartelli a tema sugli abiti hanno fatto domande molto interessanti ,tra le quali spiccano quelle riguardanti i fenomeni corruttivi nella pubblica amministrazione, le ecomafie nel controllo dei rifiuti. A Roberto Molentino è stato chiesto se la legalizzazione delle
droghe leggere, argomento dibattuto in Parlamento, sia un’ opportunità per togliere potere alle organizzazioni criminali. Sia nel castello che nel parco “Renata Fonte” di Castiglione d’Otranto è stato esposto un cartello con i nomi delle vittime innocenti delle mafie.

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A MARITTIMA C’E’ QUALCOSA CHE NON VA

Noi di APPUNTI non abbiamo mai nascosto il fatto di apprezzare MARITTIMA (il centro abitato più vicino ad Andrano) non fosse altro perché usufruiamo di certi servizi o comunque ne usufruiamo in maniera più celere ( dal servizio postale a quello della farmacia a quello degli acquisti quotidiani, ecc., ecc.) proprio
grazie a Marittima. Apprezziamo anche i singoli “Maritimari” perché sono quasi sempre cortesi e ben educati. C’è però un qualcosa di Marittima e dei “Maritimari” che è persino odiosa. Ci riferiamo al fatto che i Maritimari fanno un uso smodato, esagerato degli erbicidi. Basterebbe girare nelle loro campagne per accorgersi che non c’è un fondo senza essere “riserbato”; usano l’erbicida anche sui cigli delle strade persino quelle interne al centro abitato; l’erbicida lo si trova utilizzato anche nelle aree e negli spazi pubblici .

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Ma si faccia qualcosa!

di Espedito Paiano

Non vogliamo e non abbiamo voluto mai apparire come coloro che, per partito preso, se la prendono con i nostri amministratori comunali.

Riconosciamo le difficoltà di ogni tipo che oggi incontra un‟attività di governo di un ente locale sia pure di piccole dimensioni come è Andrano. Dobbiamo però dire che alcune cose (non è che non le condividiamo ma persino) non le comprendiamo. A che cosa ci riferiamo. Ci riferiamo, per fare degli esempi:

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I mezzi e non gli uomini

di Giacomo DS

A seguito delle calamità naturali nazionali e locali di qualche mese fa, e a seguito delle tante discus-sioni sui ritardi e sulle inadem-pienze organizzative della prote-zione civile, vorrei segnalare qual-cosa a proposito della nostra pic-cola comunità di Andrano.

In occasione delle forti nevicate che abbiamo avuto, è saltato all'occhio di tanti Andranesi che, durante l‟attività diretta a liberare le strade dalla neve e a spargere del sale, il supporto logistico agli automezzi spazzaneve (trattori motopale) è stato dato egregia-mente dal personale della prote-zione civile di Diso utilizzando un automezzo (pick-up) di pro-prietà della protezione civile del Comune di Andrano. Naturalmente ci onora tantissimo notare che il nostro Comune è proprietario di attrezzature e mezzi tecnologicamente avanzati. Di contro quello che dispiace, a mio modesto parere, è il fatto che, durante i detti lavori sulle strade del nostro Comune, non era pre-sente nessuna figura di volonta-riato Andranese.

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Andrano sotto la neve

di Cosimo Panico

Nel giorno dell‟Epifania nel mio paese verso le prime luci del mattino, sono cominciati a cadere i primi fiocchi di neve che pian piano si sono depositati sul manto stradale coprendolo interamente. Tutto questo è durato tre giorni consecutivi rendendo la nostra comunità simile ad un paese del Nord. Il parco del Castello si è coperto totalmente di un folto strato di neve, dove genitori e figli si sono divertiti ,creando pupazzi di neve sia con palle di neve che con neve compattata, prendendola sia con guanti ,con le muffole e persino con le mani nude.

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SULLA QUESTIONE “ZINCHERIE ADRIATICHE”

Sulla vicenda dell’inquinamento legato all’attività, durata 15 anni, delle “Zincherie Adriatiche” di Diso si sono soffermati, negli ultimi tempi, i giornali e le televisioni. In realtà, anche noi di APPUNTI ne abbiamo parlato più volte. Quindi, non è per nulla un mistero (peraltro le analisi dell’ARPA lo testimoniano) che un’area, adiacente a detta fabbrica e comprendente parte del territorio dei comuni di Diso, Spongano ed Andrano, risulti contaminata dalla presenza di metalli pesanti e potenzialmente cancerogeni come lo stagno, il berillio e lo zinco. Inoltre dalle analisi, fatte svolgere da alcuni privati, risulterebbe contaminata dall’arsenico (altro potente veleno) la falda acquifera.

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Gentilezza? Neanche a parlarne...

Ci sono momenti in cui non hai proprio voglia di rispondere al telefono che squilla nell‟altra stanza. Ti sembra di dover fare una enorme fatica, per cui decidi di non andarci ma alla fine, per liberarti da qualsiasi scrupolo, ci vai all‟ultimo momento e rispondi.
Succede a volte che si sbaglia a fare il numero del telefono: capita a tutti.
Qualche tempo fa, mi sono trovato nell’una e nell‟altra circostanza: ho ricevuto una telefonata da chi aveva sbagliato numero proprio nel momento in cui ero riuscito finalmente a mettermi a tavola per il pranzo: una vera faticaccia aver dovuto lasciar la tavola imbandita per andare a rispondere (per così dire) “inutilmente”.

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Una serata bellissima, ma...

Non possiamo non segnalare un evento dal titolo “NOSTOS – Dialoghi sul mare dei ritorni”, il cui primo appuntamento si è svolto qui, in An-drano , nelle sale del Castello, il 21 gennaio scorso. E’ stata una serata bellissima: si è dia-logato molto simpaticamente con un importante scrittore albanese, ALLJET ALICKA, il quale ha presentato il suo libro “Il sogno italiano”; si è ascoltato un interessante concerto di una coppia di musicisti, Emanuele COLUCCIA e Admir SHKURTAJ.

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Avvisi incomprensibili

Oramai da anni ci si lamenta del fatto che, qui in Andrano (ma a dire la verità anche altrove), alle riunioni del Consiglio Comunale, che sono aperte al pubblico, di pubblico c‟è n‟è pochissimo, in alcuni casi per nulla. Non succedeva una cosa del genere un paio di decenni fa quando si assisteva a consigli comunali infuocati e ai quali si partecipava in massa. Sono varie le ragioni che giustificano l’assenza di pubblico, e quindi la mancata partecipazione dei cittadini, alle assemblee del più importante organo del comune.

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La lettera di “Michele”

Abbiamo letto la struggente lettera lasciata da Michele, un trentenne friulano, il quale si è tolto la vita per la mancanza di prospettive in un mondo di precariato. Riteniamo giusto pubblicarla anche sul nostro giornale in modo che possa essere letta e discussa dai nostri lettori.

Purtroppo, per motivi di spazio, ci è impossibile riportare la lettera per intero. Qui di seguito, pubblichiamo, quindi, la sola prima parte.
E’, comunque, la parte più emozionante e carica di significato.

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Un "debito" nei confronti del consigliere

L’avremmo dovuto pubblicare lo scorso numero di APPUNTI ma lo spazio non ce l’ha consentito. Proprio perché ci sentiamo in un qualche modo in debito nei confronti del Consigliere Comunale, lo pubblichiamo, in questo numero, qui di seguito. Si tratta di un articolo a firma di Ivan BOTRUGNO, consigliere comunale di Andrano, in risposta ad un articolo di Cosimo PANICO pubblicato sul nostro giornale tempo fa.)

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Andranesi (residenti) "sconosciuti"

Da qualche anno a questa parte si vive, qui in Andrano, una strana nuova situazione. Ci riferiamo al fatto che nel nostro centro urbano è scomparso il senso di comunità che si viveva una volta e che era caratterizzato dal fatto che tutti sapevano tutto di tutti. Fino a qualche tempo fa, infatti, un andranese  conosceva non solo il nome ed il cognome (oltre che il soprannome) del proprio vicino ma anche le di lui abitudini, i di lui vezzi e vizi, ecc. . Questo perché non solo i rapporti personali erano molto stretti (si era tutti parenti o “cumpari”) ma anche perché nella vita tutti o quasi tutti facevano la stessa cosa (in genere, i contadini).

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Lo scheletro e le cretinate

Ho scoperto solo qualche giorno fa che nella scuola, dove lavoro, c’è un museo e per la precisazione un museo di Scienze Umane. I musei in genere mi attraggono ed i musei di Scienze Umane ancora di più.
Sicché l’altro giorno, trovata la porta (del museo della scuola) aperta, mi sono immediatamente “ficcato dentro”. Mi è venuto incontro il bidello che ne è custode. Io gli faccio: “non sapevo che la nostra scuola avesse persino un museo”. “E’ da tempo che lo abbiamo”: mi replica lui. E poi mi fa: “Venga, venga, professore, le faccio vedere una cosa che abbiamo solo noi”. Lo seguo ed ad un certo punto mi mostra uno scheletro umano. Mi fa: “veda questo scheletro, è naturale, è composto da vere ossa umane”. “Toccalo, toccalo …!”, mi dice , stringendo tra le mani prima le falangi e poi il femore dello scheletro. A dire la
verità la cosa mi fa un po’ senso; quindi evito di toccare e dico: “va bene, va bene, ci credo benissimo! E’ uno scheletro umano naturale”.

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Cuore Amico e la Passeggiata…..”ecologica” !?

di Ippazio MUSARO’

Se la giornata di sabato 14 dicembre è stata dedicata a spettacoli teatrali, musicali, culturali contornati da tante iniziative con stand gastronomici, mercatino dell’usato ecc., la mattinata di domenica 15 è proseguita con la passeggiata ecologica per le vie di campagna, organizzata dalla locale Pro-Loco, sempre allo scopo di raccogliere fondi quale contributo di solidarietà a favore dell’Associazione Cuore Amico Onlus, Ente senza fini di lucro, che da diversi anni opera in Provincia di Lecce a sostegno dei bambini affetti da gravi patologie e aventi particolari necessità che le famiglie, da sole, non sono in grado di affrontare.

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IL TEATRO IN ANDRANO

Il fatto che , qui in Andrano, da qualche tempo, operi un LABORATORIO TEATRALE, vale a dire un luogo in cui si parla di teatro, si apprendono le opere teatrali, si impara a recitare e si programmano spettacoli per il pubblico, è un qualcosa di estrema importanza. Lo è per la semplice ragione che un luogo del genere è un luogo in cui si promuove e si fa CULTURA, quel tipo di CULTURA che risulta così tanto necessaria per una comunità locale come la nostra. Da qui la nostra gratitudine rivolta a tutti coloro che di una simile iniziativa si sono resi promotori.

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PRESEPE VIVENTE IN ANDRANO

di Cosimo PANICO

Tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 alcuni abitanti del mio Comune, appartenenti a diverse generazione e residenti nella zona “LENZA”, hanno occupato parte del loro tempo libero per dare vita ad un PRESEPE VIVENTE.

La parte più ardua è stata l’individuazione del luogo per il fatto che doveva rispondere a delle caratteristiche uniche ed esclusive rispetto agli altri luoghi dei paesi vicini.

Identificata la zona nella parte EST del paese, in via MARINE, essa è stata parata a festa per permettere ai vari personaggi di svolgere il ruolo loro assegnato.

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SOLDI SPESI BENE!

di Giovanni PISINO

Un cenone ottimo ed abbondante si è consumato nella serata del 28 dicembre scorso, presso la scuola media di Andrano, “cibando” più di trecento persone.

Per questa brillante iniziativa si è interessata non solo l’Amministrazione Comunale di Andrano ma anche le varie associazioni locali, in particolare “Ariantica”, le quali hanno dato così vita alla seconda edizione del “cenone di fine anno”.

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LA PORTI UN BACIONE A FIRENZE

di Andrea (pezza) ACCOGLI

Se si da retta alla leggenda che Matteo Renzi sia un grande comunicatore, dobbiamo dire che certo lo e’. Se lo si paragona ad un Alfano o un Bersani, Renzi risulta il migliore, non ci sono dubbi. Anche perché chiunque, o quasi chiunque, comunica meglio di Alfano o Bersani. Quando Renzi ha detto che tra lui e Berlusconi c’era “profonda sintonia”, non si riferiva solo agli eventuali accordi su legge elettorale e riforma di Senato, parlava in generale: si era di fronte all’allievo che omaggia il maestro.

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SI E’ STUPIDI …. O NO?

Qualche tempo fa, sul nostro giornale, proponevamo la chiusura al traffico veicolare, qui in Andrano, del tratto di via Roma che va dalla Piazza “Campurra” alla Piazza Castello. Tratto viario che diventerebbe, quindi, zona pedonale.

Quali sono state le reazioni a questa proposta? Nella migliore delle ipotesi siamo stati ignorati, nella peggiore siamo stati vilipesi, insultati.

Se così stanno le cose, facciamo questa volta (sempre a proposito del tratto in questione di Via Roma) una proposta più “modesta”, più limitata. PROPONIAMO cioè che sia vietato il parcheggio delle auto nello spazio antistante il Convento e nella Piazzetta “Saraceno”. Indichiamo, brevissimamente, qui di seguito, quali sarebbero i vantaggi legati all’attuazione di tale nostra proposta.

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A COSA SERVONO?

La fortuna di noi andranesi è che sul nostro territorio non scorrono corsi d’acqua (fiumi, torrenti, canali) e che sino ad oggi non abbiamo avuto le così dette “bombe d’acqua” (episodi di pioggia che fanno venire giù una quantità d’acqua uguale a quella di un intera stagione). In caso contrario noi avremmo gran parte del nostro centro abitato costantemente e pericolosamente allagato.

Eppure di opere per scongiurare gli allagamenti le abbiamo fatte; anzi di soldi per tale riguardo ne abbiamo spesi ed anche molti. Il pericolo di allagamenti estremamente dannosi non lo abbiamo però neanche scalfito. Perché? Come sono stati spesi tutti quei soldi?

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ANCORA …. SULLA SQUADRA DI CALCIO

Il 19 gennaio scorso la locale squadra di calcio, la SALENTO CALCIO, ha concluso metà campionato, totalizzando, nelle 15 gare giocate, 10 vittorie, 3 pareggi e due sconfitte.

In queste 15 gare, la squadra ha incamerato 33 punti, segnando 36 gol e subendone 14.

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L’ORGANO DI CASTIGLIONE E I MUSICISTI DI ANDRANO

Nel vuoto quasi totale delle manifestazioni organizzate, qui in Andrano, in occasione delle trascorse feste natalizie , è sorprendente il fatto che a spiccare da protagonista sia stato l’organo, recentemente restaurato, della Parrocchia di Castiglione. Ed è altresì sorprendente il fatto che ad affiancare questo particolare protagonismo siano stati maestri musicisti (non di Castiglione, come sarebbe sembrato normale, ma) di Andrano.

Confessiamo che l’ipotesi, verificatasi, per cui l’ottimo organo di Castiglione sia suonato da ottimi musicisti di Andrano , ci ha fatto e ci fa molto piacere anche e soprattutto in riferimento ad una sempre più stretta collaborazione tra le due comunità.

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NON COMMETTIAMO ERRORI

Su “ww.andranoonline.it”, il sito sul quale tra l’altro viene pubblicato APPUNTI, abbiamo letto un intervento di Luigi PANICO in merito ai contenuti che dovrebbe esprimere la prossima campagna elettorale per il rinnovo, qui in Andrano, del Sindaco e del Consiglio Comunale. Si tratta di un intervento nel quale abbiamo colto idee davvero molto interessanti e, quindi, invitiamo i nostri lettori a leggerlo con attenzione. Luigi PANICO è colui che ha scritto un libro sul “Bilancio Partecipato” e sul modo come simile strumento possa applicarsi nel nostro Comune. Anche in quest’opera egli riesce ad esprimere idee e concetti molto interessanti , persino “illuminati”.

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IL TRATTURO DI VIA DEL MARE E LA “CASA DELL’ACQUA”

A cura del Gruppo LEGAMBIENTE Andrano

- Il Tratturo -

L’area del TRATTURO, costituito da ciò che rimane della strada vecchia per mare (che va dall’ex “Tyfoon club” alla curva per la “Botte”), è indubbiamente quella di maggior pregio paesaggistico che offre il territorio di Andrano. E’ quella di sicuro più apprezzata dai turisti. Ebbene, nonostante questa area sia stata più volte pulita, ancora oggi risulta insozzata dai soliti bontemponi i quali non trovano di meglio che abbandonare lì i loro rifiuti. Rifiuti di tutti i tipi: dai RSU a quelli pericolosi a quelli ingombranti. Un atto che non è solo un attacco alla natura, all’ambiente e alla salute, ma è anche un qualcosa che ci fa vergognare nei confronti dei turisti e di chiunque voglia godere la bellezza di quel luogo.

L’Amministrazione comunale ci ha garantito che pulirà anche questa volta, per l'appunto la ennesima volta.

Di fronte a tanto, noi del Gruppo Legambiente di Andrano, abbiamo deciso una cosa: appena il Comune avrà provveduto a ripulire l’area del tratturo, noi chiederemo allo stesso Comune di volerci concedere la sua CUSTODIA. Insomma, abbiamo intenzione di impegnarci a controllare, noi di persona, l’area in questione al fine impedire che ritornino i bontemponi a scaricarvi i loro rifiuti. In altri termini, vigileremo (se necessario anche di notte) e se qualche bontempone , con i suoi rifiuti, ci verrà sotto tiro, sappia che non esiteremo un solo attimo a denunciarlo alle autorità preposte.

-La “casa dell’acqua” –

Molti Comuni, qui nel Salento, ce l’hanno già da parecchi anni; altri, a noi molto vicini, l’hanno realizzata di recente; noi di Andrano, nonostante l’amministrazione comunale stia accarezzando l’idea già da molto, ancora non riusciamo ad averla. Stiamo parlando della “casa dell’acqua”, vale a dire una struttura pubblica comunale che permette ai cittadini di poter avere, per pochi centesimi di euro al litro, dell’ottima acqua potabile, al cento per cento controllata nella sua salubrità e nella sua purezza, e per di più con la scelta tra “liscia” e “frizzante”. Ai cittadini è richiesto soltanto di munirsi di bottiglie di vetro e andarla a prelevare, al prezzo suddetto, nell’apposita struttura comunale definita per l'appunto “casa dell’acqua”. E’ evidente il beneficio che ne trae il cittadino in quanto può ottenere dell’ottima acqua ad un prezzo risibile; è ovvio il beneficio che ne trae la natura e l’ambiente in quanto non vengono più usate le pericolose bottiglie di plastica; è ovvio il beneficio che ne può trarre l’ente Comune in quanto riscuoterebbe il prezzo di acquisto.

Purtroppo però, dobbiamo costatare che, benché i benefici siano evidenti e benché sia tutto di facile realizzazione, come spesso accade qui in Andrano diventa così maledettamente difficile realizzare un qualcosa.

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Il ricordo

 L’ occasione del compimento del decimo anno dalla morte di mio padre ( EDOARDO PAOLO PAIANO da tutti conosciuto come“Uccio), mi ha portato ad alcune riflessioni. Se durante la vita per un uomo sono importanti molte cose (la famiglia, la salute, il denaro, l’altruismo , l’egoismo, il coraggio e così via), dopo la morte per un uomo è importante solo una cosa: il RICORDO, il ricordo del defunto da parte dei vivi. E’, infatti, solo il ricordo che consente ad un uomo di vivere anche dopo la sua morte; ciò che, di fatto, lo rende presente anche se oramai è assente per sempre. In altri termini, nei riguardi di un uomo che non venga ricordato, e quindi venga dimenticato, si consumerebbe l’ingiustizia di obliterarne l’esistenza ( sarebbe come se non fosse mai vissuto o avesse vissuto inutilmente). L’importanza del RICORDO è, quindi, incontestabile.

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E … PARLIAMO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

di Espedito PAIANO

Alcuni nostri lettori ci hanno mosso il rilievo secondo il quale noi di APPUNTI , in questi ultimi anni, ci siamo spesso astenuti nel parlare dell’attività della attuale Amministrazione Comunale di Centrodestra contrariamente a quanto a suo tempo facemmo nei riguardi dell’Amministrazione precedente di Centrosinistra.

Non riteniamo che sia un rilievo poi tanto giustificato. In ogni caso, della Amministrazione locale di Centrodestra e della attività da essa svolta nei trascorsi 5 anni, ne parliamo ora anche in considerazione della imminenza della fine della legislatura.

Cerchiamo comunque di trattare la questione con una certa celerità e per “punti”.

Punto Primo . La lista “SI CAMBIA”, che ha espresso l’Amministrazione Comunale di questi ultimi 5 anni, nel 2009 vinse le elezioni non certo per propri meriti e per proprie sue capacità, ma per errori della lista concorrente di Centrosinistra. Proprio per questo, nessuno di noi ha mai pensato che l’amministrazione comunale di Centrodestra, figlia di quella vittoria, fosse seriamente in grado di (per così dire) “salvare” il nostro Comune; un Comune che già 5 anni fa soffriva una situazione di grave difficoltà economico-sociale. Anzi, al dire il vero, ciò che abbiamo sempre sperato è che l’Amministrazione di “SI CAMBIA” concludesse il suo mandato senza peggiorare di molto le cose. Anche perché occorre riconoscere che amministrare oggi un Comune come il nostro è una cosa non certo facile; ci sono, infatti, enormi difficoltà soprattutto dal punto di vista finanziario (il nostro Comune negli anni si è enormemente indebitato e non riceve più i soldi dallo Stato come una volta).

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LA SINISTRA DI ANDRANO E IL PD DI ANDRANO

di Espedito PAIANO

Siamo convinti, e non solo per la nostra fede politica verso la SINISTRA, che a dare in futuro una qualche speranza al nostro territorio e alla nostra comunità locale non possa che essere la SINISTRA di ANDRANO.

E’ del tutto ovvio che (così come avviene a livello nazionale e ad altri livelli) non è possibile ipotizzare una SINISTRA di Andrano senza il suo partito più grande, ossia il PD di Andrano.

Il che ci spinge, quasi inevitabilmente, ad interrogarci sulla natura, sui caratteri del Partito Democratico locale. Insomma, che partito è il PD di Andrano?

Ebbene, non abbiamo nessuna remora ad affermare, per quanto ovviamente è a nostra conoscenza, che oggi come oggi:

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DALLA MANCANZA DI UN “RENZI” ALLA MOLTITUDINE DI LISTE

di Espedito PAIANO

- La mancanza di un RENZI andranese -

La vittoria di RENZI alle PRIMARIE del PD ci ha suggerito una considerazione di questo tipo: qui in Andrano, a pochi mesi dalla campagna elettorale per la elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale, continua a mancare, nell’ambito della politica e della pubblica amministrazione locali, proprio una figura ed una personalità come RENZI. Continua a mancare cioè un soggetto che: a) si rivolga a coloro che oramai da 15-20 anni (ed oltre) calcano la scena della politica e dell’amministrazione pubblica locali e dica loro a chiare lettere ed inequivocabilmente: “basta, avete fatto il vostro tempo! Andatevene a casa!”; b) si propone lui come alternativa.

Insomma, ad oggi non si vede, in Andrano, uno specie di “slancio” che sia in grado di consentire ad una nuova classe dirigente di prendere il posto della classe dirigente che fin qui ha governato la politica e l’amministrazione pubblica; una classe dirigente, quest’ultima, da tempo oramai obsoleta e, quindi, non più in grado di assicurare in futuro quel “passo in più” di cui il nostro Comune ha fortemente bisogno.

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IN ANDRANO TRE CASI MOLTO PREOCCUPANTI

A cura del Gruppo “Legambiente”

 

Da qualche tempo siamo presi dalla forte paura proveniente dalla diffusione della notizia secondo cui nel BASSO SALENTO, e quindi qui da noi, sono stati interrati rifiuti pericolosi ad opera della criminalità organizzata e ad opera di Amministrazioni pubbliche irresponsabili.

Si tratta peraltro di una paura che va ad aggiungersi, per noi di Andrano, ad un’altra paura legata, quest’ultima, al fatto che , sul nostro territorio comunale, sono presenti ( quanto meno) tre casi cui potrebbe addebitarsi un’attività di inquinamento veramente assai pericolosa per la nostra salute.

Vediamoli, brevissimamente, questi tre casi.

Il primo caso. L’impianto per l’applicazione di strati protettivi di metallo fuso, denominato “Zincherie Adriatiche”, sito a Diso. In merito a questo impianto, la Magistratura si è già espressa molto chiaramente sancendo: a) la non idoneità legale delle autorizzazioni rilasciate, dalla Regione dalla Provincia e dal Comune, per la sua apertura ed il suo funzionamento; b) che esso impianto provoca l’inquinamento della falda acquifera in quanto privo di sistema di depurazione (e si parla di cromo e mercurio, come sostanze pericolose inquinanti). Nei fatti, dai controlli effettuati, risulta che il terreno circostante l’impianto è inquinato. Tutto questo va ad aggiungersi alle enormi quantità di fumi pericolosi che dall’impianto fuoriescono giorno e notte (sul WEB circolano alcuni filmati al riguardo assai significativi).

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UNA TELEFONATA METTE ALLEGRIA

di Andrea (pezza) ACCOGLI

 

Ci sono tanti modi per portare a termine un mandato da Presidente di una Regione, ma quello che la sorte ha riservato a Nichi VENDOLA  è uno dei peggiori, proprio perché Nichi VENDOLA non era tra i politici peggiori. Aveva iniziato bene, con un impegno sincero contro le mafie e l’illegalità. Nel 2005, quando vinse per la prima volta le primarie del centrosinistra e poi le elezioni regionali in Puglia, attirava vastissimi consensi e altrettanti entusiasmi e speranze. E forse li meritava davvero. Poi però è accaduto qualcosa: forse il potere gli ha dato alla testa ed ha incominciato ad incamerare “errori su errori” (Il caso TEDESCO, il caso FRISULLO, il caso dell’Ospedale di Taranto con don Luigi VERZE’,ecc. ecc.) sino alla telefonata, pubblicata sul sito del “Fatto Quotidiano”, fra lui e il parecchio inquietante tuttofare dei RIVA: quell’ARCHINA’ che tutti sapevano essere un grande corruttore di politici, giornalisti, funzionari, persino prelati. In quella telefonata, gratuitamente volgare, fatta dal Governatore per complimentarsi, ridacchiando con il faccendiere della bravata contro il cronista importuno, non c’è nulla di istituzionale: nemmeno nel senso più deteriore del termine. C’è solo un rapporto servile fra l’ex rivoluzionario e il potente che spadroneggia nel vuoto della politica e dei controlli addomesticati a suon di mazzette. La telefonata con ARCHINA’ è peggio di qualunque avviso di garanzia, persino di un’eventuale condanna. Eppure era VENDOLA che Certo che, a proposito delle dimissioni di Scajola in occasione dello scandalo della “casa vista Colosseo”, a dire.”Il primo sentimento che ho provato per questa vicenda , è di tristezza, con l’immagine del declino di un Paese che si incarna dentro questa continua sensazione di perdita dell’ethos pubblica, dove la classe dirigente non riesce a dare alcuna prospettiva del futuro e non ha autorevolezza morale”. Ma … senti chi parla!

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4 NOVEMBRE 2013 , GIORNO SOLENNE PER “SANTA BARBARA”

di Cosimo Panico

 

Dopo tantissimi anni di oblio, l’Associazione Marinai d’Italia “Gruppo R.Accogli” di Andrano ha preso finalmente l’iniziativa di solennizzare la Santa Patrona BARBARA (dal greco Barbaros, termine con cui si indicavano gli stranieri).

La vicenda riguarda una giovane donna che nacque nel 273 a Nicomedia , odierna Izmit in Turchia. A convertirla a CRISTIANESIMO fu la madre, la quale segretamente dal marito aveva abbracciato la Nuova Religione del tempo. Divenuta Cristiana, BARBARA coinvolse la sua amica GIULIANA. Il padre, quando ne venne a conoscenza, la denunciò al Governatore Romano il quale non riuscì a persuaderla a rinnegare la propria fede. Perciò lo stesso padre decise di decapitarla e dopo averla uccisa egli fu incenerito da un fulmine. La giovane donna mori nel 306 precisamente a 33 anni come il Cristo. Divenne la patrona di vari corpi militari tra cui la Marina.

L’associazione locale Marinai d’Italia “Gruppo R.Accogli” di Andrano, oltre a partecipare ogni anno alla ricorrenza del 4 Novembre, svolge anche altre attività degne di nota; attività rivolte soprattutto a non disperdere le esperienze degli ex e dei nuovi marinai. Quest’anno l’Associazione locale Marinai d’Italia ha impegnato i soci in una programmazione di altissimo valore simbolico.

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MA CHE COSA BRUCIAMO?

In un altro articolo di questo numero del nostro giornale parliamo delle “terra dei fuochi” in Campania. In un qualche modo la “terra dei fuochi” ce l’abbiamo anche noi, qui in Andrano. Proviamo, infatti, a camminare per le strade del nostro Comune nelle serate di questo periodo, d’inverno. Subito si è assaliti dagli odori più nauseabondi, dai “cattivi odori”. Come quello della plastica bruciata o della vernice bruciata o della carta e cartoni bruciati o ancora del nocciolino trattato bruciato e a volte “persino” della legna bruciata. Questo perché? Per la semplice ragione che noi andranesi usiamo tutto quello che ci capita per le mani come materiale da far ardere nei nostri camini domestici. Non ci importa nulla se sia un materiale in plastica oppure un materiale ricco di vernici oppure un qualche derivato dal petrolio. Non ci importa nulla se la combustione di simili materiali sprigiona nell’aria diossina o oltre sostanze estremamente pericolose per la nostra salute. Non ce ne freghiamo nulla se avveleniamo i nostri vicini di casa o mettiamo a rischio in particolare le vite dei nostri bambini e dei nostri anziani. Per noi l’ importante è avere il camino acceso e risparmiare sulla legna e sul gas dei termosifoni.

Il quesito che ci poniamo e poniamo a chi di competenza è, a questo punto, il seguente: ma davvero si può bruciare di tutto nei nostri camini? E’ possibile che non ci siano limiti né apposito controlli?

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SUD SALENTO CALCIO

di Giovanni Pisino

 

Quest’anno nel calcio locale si sono avute grosse novità. La squadra di Andrano si è associata con quella di Marittima dando vita ad un’unica compagine calcistica con il nome di “SUD SALENTO”.

Il direttivo guidato dal Presidente, dott. Giuseppe URSO, sta portando avanti con pregevole successo la nostra squadra che come sappiamo milita nel campionato di 1° ctg. e che conclude l’anno in corso con il secondo posto in classifica.

La rosa, che dispone lo staff calcistico, è guidata con maestria, e sino ad oggi con pieno successo, dal mister CORVAGLIA.

Sarebbe veramente da sogno se si puntasse ancora più in alto; ma per ottenere questo c’è bisogno soprattutto della presenza numerosa di sportivi e tifosi almeno quando la squadra gioca in casa.

Insomma, quando la squadra gioca ad Andrano, sarebbe opportuno “alzare le chiappe” dal comodo divano di casa propria e riempire gli spalti dello stadio.

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PORRE FINE ALL’ABUSO

E’ difficile smentire il fatto che, qui in Andrano, oramai da anni si stia consumando una sorta diabuso ai danni di quei cittadini proprietari di fondi che, ai sensi del PRG, sono considerati “non agricoli”, quei fondi che potrebbero divenire edificabili sulla base di un piano di attuazione da porre in essere al di là da venire.

Questa sorta di abuso consiste nel fatto che questi cittadini sono costretti a pagare ogni anno al Comune l’IMU o l’ICI nonostante ci sia la generale convinzione che i terreni in questione ben difficilmente potranno essere edificati. E questo, per l’altra generale convinzione che difficilmente (se non mai) vedranno la luce i piani di attuazione all’uopo necessari. E’ la storia del nostro Comune a dimostrare, infatti, quanto sia difficile se non impossibile dar vita, qui in Andrano, (per fare un esempio) ad un Piano di Lottizzazione.

Se, dunque, le cose stanno così, la attuale Amministrazione Comunale o, comunque e più plausibilmente la prossima, dovrà porsi il problema di questa sorta di ABUSO.

Dovrà farlo per lo meno per due ragioni: 1 –per evitare che un giorno o l’altro sulla questione intervenga un qualche giudice la cui decisione possa mettere in seria difficoltà il Comune; 2 –perimpedire che i cittadini interessati, oramai da tempo esasperati, finiscano con il perdere la pazienza.

E’ evidente che trovare una soluzione che soddisfi tutti, in questa particolare situazione, risulta molto difficile. Ma per l'appunto una soluzione si deve trovare.

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LO SAPEVATE CHE …?

Proprio il clima natalizio mi suggerisce una brevissima riflessione (niente meno che) sulla BESTEMMIA.

Ebbene, la BESTEMMIA nuoce gravemente alla salute. Non vorrei esagerare , ma di certo chi bestemmia non fa del bene né a se stessi e né a chi ascolta (spesso passivamente).

Qualcuno per giustificarsi dice: “ … ma è oramai un’abitudine!” Oppure: “… perché mi fanno arrabbiare!”

Né la prima né la seconda è una valida giustificazione. Ed infatti, se parliamo di “abitudine” occorre dire che c’è sempre tempo per migliorarsi: tutti noi cerchiamo di farlo nella cura del nostro corpo, nell’alimentazione, ecc.; sicché possiamo benissimo farlo anche a proposito del nostro linguaggio.

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FIORELLA RETUCCI CONTINUA A SORPRENDERCI

Qualche tempo fa riportavamo sul nostro giornale la notizia che FIORELLA RETUCCI, una nostra giovane concittadina, aveva ottenuto il prestigioso premio “Mela d’Oro”, organizzato dalla Fondazione MARISABELLISARIO, come riconoscimento per la sua attività scientifica. L’attività scientifica, cui si dedica FIORELLA RETUCCI, è quella riguardante la FILOSOFIA MEDIOEVALE. Ella ha operato in GERMANIA, dal 2005 al 2013, come Ricercatrice presso il Thomas-Institut dell’Universitat zu Koln, e , a partire dal luglio 2013, opera, sempre come ricercatrice, qui in Italia, presso l’UNIVERSITA’ DEL SALENTO.

Si tratta, quindi, di un caso tipico di “cervello in fuga” che, per fortuna di tutti, “rientra” in Italia e, con ulteriore soddisfazione da parte nostra, avvia la sua collaborazione con la locale Università , l’UNIVERSITA’ DEL SALENTO.

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APRE IN ANDRANO UNA SEDE DELL’ U.N.C.I.

Dal 1° gennaio del 2014 apre, in Andrano, una sede staccata dell’U.N.C.I. (UNIONE NAZIONALECAVALLIERI D’ITALIA).

La scelta dell’U.N.C.I. di aprire una sua sede staccata in Andrano è motivata dal fatto che il Comune di Andrano risulta essere una località intermedia tra “Capo d’Otranto” e “Capo di Leuca”.

Chi è l’UNIONE NAZIONALE CAVALIERI D’ITALIA. E’, come dice l’art. 1 del suo Statuto, unaassociazione apartitica, non con fini di lucro. Ha tra i suoi scopi, ai sensi dell’art. 2 dello stesso Statuto, quello di: a) riunire in una organizzazione tutti coloro che sono insigniti di onorificenze cavalleresche al fine di mantenere alto il sentimento per il riarmo sociale, di tutelare il diritto ed il rispetto delle istituzioni cavalleresche e di rendere gli insigniti esempio di probità e correttezza civile e morale; b) partecipare alla vita della comunità civile collaborando al processo di rinnovamento della società; c) favorire la promozione di attività benefiche , filantropiche, umanitarie e culturali.

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CADUTI ANDRANESI NELLA 1° e 2° GUERRA MONDIALE

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MARINAI D’ITALIA di Andrano e l’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA di Spongano intendono reperire tutte le foto dei Caduti andranesi nella prima e seconda Guerra Mondiale. Lo scopo è quello di riprodurre le foto su piastrelle di ceramica, su cui indicare il nome e cognome oltre la data di nascita e di morte, e sistemarle presso il Monumento dei Caduti, in modo da dare un volto ai freddi nomi riportati su lapidi. Il tutto è stato già concordato con il Comune di Andrano. Si invitano, pertanto, le vedove, i figli, i nipoti, i parenti e gli amici dei nostri Caduti a segnalare l’eventuale possesso di foto dei loro cari al Presidente della locale Associazione Nazionale Marinai d’Italia, Sig. Ippazio MUSARO’ oppure al Presidente dell’Arma Aeronautica, Sig. Tommaso RIZZO. Si è sicuri della collaborazione. Grazie.   

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LA TERRA BRUCIA, AMICO MIO

Pubblichiamo molto volentieri, qui di seguito, un articolo di Miriam CASILLO, studentessa all’UNIVERSITA’ di NAPOLI, testimone campano della TERRA DEI FUOCHI.

LA TERRA BRUCIA, AMICO MIO

La terra brucia, amico mio.
Di notte e in pieno giorno, mentre noi parliamo e scriviamo, fumi tossici si elevano sulle teste dei miei corregionali: qui, in virtù di un business troppo redditizio, mezza Italia smaltisce i suoi rifiuti,  quelli più pericolosi. Qui la terra brucia e non solo quella. Brucia la sconfitta di quei campani che oltre al danno subiscono la beffa. Da anni. Sono anni che si vive e si muore nella terra di fuochi. Ma ve lo fanno sapere solo adesso, e solo adesso sentiamo parlare di terra d'emergenza. Il male di questa terra fa notizia adesso mentre per anni si sono chiusi gli occhi, facendo finta di non vedere i roghi, ci si è tappati le orecchie alle richieste di aiuto e ci si è turati il naso: il fetore dei roghi che bruciavano prima durante e dopo l'emergenza rifiuti non poteva passare inosservato e non comprendo come siano passate inascoltate le grida di chi denunciava. Grida destinate a tramutarsi in un triste silenzio e in lacrime per l'ennesima vittima di tumore. Derisi da chi non ha voluto vedere un nesso tra la morte e gli incendi, bistrattati da chi ha liquidato la vicenda con la necessità di cambiare stile di vita. Un bambino malato di tumore non ha stile di vita da cambiare, ha solo diritto a vivere la vita in un ambiente salubre, punto.

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RI(N)VOLUZIONE

di Roberto ACCOTO


Ormai da anni
i nostri compaesani, i nostri genitori, i nostri figli, inostriparenti e amici, tra le mura di casa, al bar oppure semplicemente perstrada,quando discutono di politica o di eventi riguardanti l’attualità, utilizzanouna sola parola: rivoluzione. Alcuni si spaventano, altri si eccitano dinanzi a tale termine. Un vocaboloche contiene il significato di cambiamento radicale. E sappiamo tutti,dentrodi noi, cosa vuol dire. Come recitava un vecchio detto: “si sa quello che silascia, non si sa quello che si trova”. Un misto di paura e curiosità.Perché tale parola è ritornata in auge nel tempo, soprattutto ora, dopoquasi6 anni di crisi economica mondiale? Probabilmente, se prima la crisi non intaccava molte delle famiglie, ora la maggioranza dei cittadini ha subitolamannaia statale. Il sacrificio che si sta richiedendo da parte delle autorità è nettamente superiore a quello che si riceve in cambio. Più della metà deglistipendi oramai viaggia direttamente nelle casse statali, ma i serviziinizianoa mancare a poco a poco ed il lavoro sta diventando paradossalmente un lusso.Nonostante le condizioni sociali al limite dell’accettabile, l’italianomedionon combatte più, anche se avrebbe tutti i presupposti per farlo. Ma se ilpopolo italico non alza la voce in massa ciò dipende dal fatto che moltivivonoin un “limbo”, quello della crisi. A mitigare gli effetti drammatici deldissesto economico sono i cosiddetti paracadute (risparmi, renditefamiliari,ecc.) e il nesso povertà-rivoluzione appare sempre più che evidente. Iltuttoper una serie di fattori complessi, ma sicuramente facilmente individuabili. Se in altri paesi si inneggia alla rivoluzione, ad altri all’evoluzione, danoi invece non si inneggia nulla, ma si osserva l’involuzione. Non è unprocesso veloce, anzi tutt’altro, ed è costante e inesorabile. La qualitàormaiscadente del dibattito politico e culturale, l’abbassamento del livello didecenza degli attori politici e la strumentalizzazione ai fini di propagandaelettorale dei temi del dibattito ha portato ad una involuzione del rapporto con i cittadini. Questo tipo di rappresentanza ha condotto ad ogni forma diqualunquismo e populismo. Quanti di noi non insultano quotidianamente unpolitico, un partito o semplicemente il momento nefasto? Quanti avrebberounaricetta per tutto? Ora, pensate che ognuno di voi ha una sua soluzione.Bene.Trovereste alleati o gente che la pensi esattamente come voi? Io non credo.

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Facciamo anche noi le primarie

di Espedito Paiano

 

CastelloSiamo convinti che le PRIMARIE non costituiscono un vero e concreto argine alla deriva cui continua ad andare oggigiorno la politica in Italia. Però dobbiamo pure convincerci che ad oggi non ci sono strumenti migliori delle PRIMARIE per selezionare , nei diversi livelli, la classe dirigente

Insomma, riteniamo che, per quanto riguarda le PRIMARIE, i pregi superano i difetti.

Ebbene, pensiamo che le medesime considerazioni sulle PRIMARIE valgano anche per Andrano, in particolare nella prospettiva delle elezioni comunali della prossima primavera.

In altri termini, la situazione attuale del CENTROSINISTRA andranese, a non molti mesi di distanza dalle prossime elezioni comunali, consiglierebbe, a nostro giudizio, la celebrazione di PRIMARIE per la scelta del candidato Sindaco da contrapporre al candidato Sindaco della Destra locale. Una Destra locale, peraltro, che, a nostro parere, nel 2014, difficilmente farà a meno di schierare, nella candidatura a Sindaco, l’attuale “primo cittadino”.

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Spazzatura, tanta spazzatura

di Luigi Carrozzo

 

spazzaturaNon voglio fare il moralista, ma vedendo la tantissima spazzatura di ogni genere che noi Andranesi abbandoniamo sugli argini delle strade e nelle nostre campagne, non posso fare a meno di farmi sempre le stesse domande e cioè:

a ) ma come fa una persona a depositare tutti i suoi rifiuti sulle strade e nelle campagne senza avere nessun scrupolo di coscienza?

b) Ma come può fare una persona a contaminare l’ambiente (che è un bene di tutti) con i suoi rifiuti tossici con una indifferenza totale?

c) Ma come può fare una persona ad impadronirsi dell’ambiente (che è di tutti) e farlo diventare il suo secchio di spazzatura personale?

d) Ma perché una persona non può o non vuole concepire che un bene comune, come è l’ambiente, lo dobbiamo condividere con l’intera comunità andranese e non appartiene ad una singola

persona?

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Dalle acque piovane ai bagni pubblici

di Rocco Accogli

 

Riportiamo di seguito delle brevi note su alcuni argomenti che molto probabilmente affronteremo nei prossimi numeri di APPUNTI:

1 Se noi dovessimo fare un calcolo serio di quanto il nostro Comune ha speso per opere volte a regolare il deflusso delle acque piovane in modo da evitare che ogni acquazzone allaghi il nostro Centro Storico e non solo, verrebbe fuori (lo sappiamo tutti) una somma gigantesca.

Ma sappiamo tutti anche che, nonostante decenni di lavori ed ingenti somme di danaro spese, il problema degli allagamenti, nel nostro Comune, non è stato risolto. Che cosa, dunque, non ha funzionato? Non sta a noi dirlo né siamo in grado di dirlo. Una cosa però possiamo ammettere con convinzione: pavimentare, come si è fatto qualche anno fa, l’intera area di Piazza Sicilia e pavimentare, come si sta facendo oggi, l’intera area che circonda il Municipio è, da questo punto di vista, qualcosa di ERRATO e, quindi, un qualcosa che ostacolerà di molto la soluzione del problema allagamenti nel nostro Comune.

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Che insensibilità

Nell’agosto scorso ci siamo accorti che, qui in Andrano, la parte di Via Diaz prospiciente il Convento, interessata da lavori di canalizzazione, veniva ripavimentata utilizzando mattoni di pietra e non i “sampietrini” (pietre quadrate di circa 1015 cm. di lato), ivi sistemati da tempo immemorabile e nell’occasione rimossi. La cosa ci ha da subito allarmato dato che la via Diaz è il “cuore” del Centro Storico di Andrano e come tale, nella sua qualità di “bene culturale”, non poteva cambiare così profondamente la fisionomia ; i “sampietrini” originari, insomma , non poetavano essere sostituiti da una generica pavimentazione di mattoni di pietra.

Siamo così subito corsi sul Municipio per esprimere agli amministratori ed ai tecnici comunali tutta la nostra sorpresa e, ovviamente, la nostra indignazione. Appena giunti, ci siamo considerati fortunati; nei corridoi del Municipio abbiamo, infatti, incrociato l’architetto capo dell’Ufficio Urbanistica. Sapevamo benissimo che i lavori in questione ricadevano (non sotto la competenza dell’Ufficio Urbanistica ma) sotto la competenza dell’Ufficio Lavori Pubblici; la questione però la ritenevamo di una tale importanza e gravità, che una qualche attenzione ci pareva doverosa anche da parte del medesimo Architetto. Ebbene, ci eravamo sbagliati di grosso. Con la freddezza degna del “miglior burocrate” l’architetto ha provveduto a “scaricarci” senza mezzi termini pronunciando la frase fatidica: “non è mia competenza”. Siamo sinceri: stavamo parlando di un intervento molto ma molto discutibile , atto a mettere in serio rischio il “cuore” del Centro Storico di Andrano (uno dei nostri beni culturali di maggior prestigio),

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Non siamo letterati

di Andrea (Pezza) Accogli

 

Il numero di APPUNTI di luglioagosto scorsi è stato commentato, dalla sua pagina Facebook, da parte dell’avv. Mario ACCOTO, capo dell’attuale Opposizione in Consiglio Comunale. Mi permetto di fare anch’io un breve commento a quanto dichiarato dall’Avv. Mario ACCOTO nell’occasione. Lui scrive che quel numero del nostro giornale era fatto di articoli sempliciotti, pieni di errori e ci limitavamo a scrivere sulla pronuncia di una parola dialettale. Ci spiace di non essere apprezzati molto dall’avv. ACCOTO. Ma, caro avv. ACCOTO, purtroppo noi siamo gente fatta così; siamo dei provinciali o, come si dice, «alla bona». Nel giornale ognuno di noi esprime un proprio parere senza nessuna pretesa e poi ad Espedito lo dico spesso: “non essere nervoso; non ne vale la pena”.

Certamente saremmo contenti se avessimo, nel giornale, uno con le tue qualità.

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La continua farsa e i morti di Lampedusa

di Andrea (Pezza) Accogli

 

Dopo che, nei primi giorni di ottobre, si è paventata, qui in Italia, una crisi di governo, Letta ed Alfano sono tornati a governare, con una nuova maggioranza d'inciucio allargato e la benedizione di Napolitano che ha tirato le fila di un’altra ennesima commedia dell'orrore.

L'Italia della disoccupazione, dei suicidi e dei portafogli ancora più vuoti tornerà ad avere un governo ed a parlare di temi etici, fingendo che tutto vada per il meglio; ricomincerà così il gioco delle tre carte, in quanto in Italia mancheranno pure i soldi, ma gli utili idioti no, quelli non mancheranno mai.

Lasciando da parte la tragicomica della politica italiana, comica per loro e tragica per noi, vorrei spendere due parole per una tragedia drammatica, i morti di Lampedusa.

Tutti hanno gridato allo scandalo; i soliti politici che si indignano ma non fanno nulla per arginare questa situazione.

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Il piano paesaggistico regionale

E’ stata pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Puglia del 6 agosto scorso la delibera con la quale la Giunta Regionale ha adottato il Piano Paesaggistico Regionale (il PPTR); esso piano dovrà essere approvato dal Consiglio Regionale per diventare pienamente operativo.

Ad oggi conosciamo pochissimo dei contenuti del PPTR ; appena conosciuti un po’ più nel dettaglio di sicuro ne parleremo sul nostro giornale.

In questa sede ci preme fare questa brevissima considerazione. Abbiamo letto l’art. 3 delle NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE del Piano, il cui testo recita: Il PPTR persegue, in particolare, la promozione e la realizzazione di uno sviluppo socioeconomico autosostenibile e durevole e di un uso consapevole del territorio regionale, anche attraverso la conservazione ed il recupero degli aspetti e dei caratteri peculiari dell’identità sociale, culturale e ambientale, la tutela della biodiversità, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati, coerenti e rispondenti a criteri di qualità e sostenibilità”.

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Eventi di prestigio

di Cosimo Panico

 

L’amministrazione Comunale, nonostante le poche risorse disponibili, tramite tre assessori (quello ai servizi sociali,quello alla cultura e quello all’ambiente) ha organizzato, in questo ultimi tempi, degli eventi di notevole valore culturale.

Il primo ha coinvolto i giovani di Andrano ospitando lo psicoterapeuta Paolo CREPET nell’atrio della scuola media. Hanno preso parte all’incontro non solo numerosi giovani ma anche adulti, i quali hanno ascoltato attentamente la lezione magistrale del prof. CREPET, apprendendo dei metodi di educazione innovativi nel rapporto genitorifigli.

Il secondo evento, molto atteso, è stato il concerto di musica classica del 28 Luglio scorso. Si è esibito un musicista di fama internazionale di origine Svedese ,Olaf John Laneri, il quale ha incantato il pubblico presente tramite alcune esecuzioni musicali al pianoforte con tocchi magici alla tastiera.

Il terzo evento ha riguardato un progetto del Parco “Costa OtrantoS.Maria di Leuca e Bosco di Tricase”; un progetto denominato “PAROLE & NOTE” e che ha previsto la esibizione, dal 26 di luglio al 12 di agosto, di alcuni musicisti in varie località del Parco. Il concerto che ha riguardato Andrano si è svolto il primo di agosto nella Marina e precisamente sulla scogliera della località “Grotta Verde”. Nella circostanza si è esibito il “Trio Madeline”, la cui cantante di origine francese, Rachele Andrioli, ha deliziato il pubblico con dei brani in lingua originale.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo, qui di seguito, una lettera pervenuta-ci a firma del Cav. Tommaso RIZZO

Carissimo Direttore, mi permetta di ringraziarla per aver pubblicato su APPUNTI di luglio-agosto 2013 la lettera, pervenuta alla sua redazione, riguardante le “scuse del Confratello/Consorella”.

Carissimo Socio/Socia della Confraternita dell’Immacolata di Andrano, ho letto la tua lettera e con rammarico leggo quanto hai scritto, perché la tua lettera di scuse è solo una su tantissime scuse che continuamente mi porgono verbalmente tanti iscritti alla Confraternita.

Certo la tua lettera è stata di dominio pub-blico ed ha messo in moto tante telefonate . Addirittura chi l’ha letta per primo mi ha telefonato mentre ero fuori paese. Certamente non posso ricordare chi sei, anche perché quello che tu hai fatto era diventato un’abitudine (credo oggi oramai persa) in quasi tutti i funerali. Con questa mia lette-ra io accetto le tue scuse e simbolicamente accetto, tramite te, anche le scuse di tutte quelle persone che con me si sono comportate come ti sei comportato te.

Di sicuro il chiedere scusa di una parte e l’accettazione delle scuse dell’altra parte è una cosa molto bella; permette di guardarsi reciprocamente in faccia e diventare amici più di prima.

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Due avventurieri andranesi

avventurieriI protagonisti della avventura che andiamo raccontando sono di Andrano. Si tratta di due nostri concittadini che in bicicletta si sono “sbavati”, tra andata e ritorno del viaggio, la bellezza di 750-800 chilometri. Si tratta dei signori Roberto D’AMATO e Gennaro URSO, entrambi meccanici.L’idea di una lunga passeggiata in BICICLETTA è di Roberto D’AMATO; una passeggiata che inizia il 10 agosto scorso alle 17,30 da Andrano; meta: il Monte Pollino; tempo a disposizione: non più di una settimana.
Le difficoltà del viaggio sono state tantissime. I protagonisti hanno scritto a tale riguardo un vero e proprio memoriale racchiuso in 17 pagine di quadernone.
In questo memoriale sono raccontati numerosissimi aneddoti, tantissimi incontri, alcuni estremamente interessanti altri meno. I due protagonisti raccontano che, durante il loro viaggio, ne hanno passate di tutti i colori: hanno sofferto fame, sete, caldo africano e a volte hanno avuto anche paura come quella volta che hanno rischiato di essere “incornati” da un toro o di essere schiacciati da un trattore passato ad una distanza di appena 30 centimetri dalla loro tenda.

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